Intelligenza artificiale e blockchain applicate ai processi di Procurement

Riportiamo l’intervento del dott. Pasquale Acquafondata, Digital Transformation Officer di Niuma, che introduce le tecniche di AI a supporto di Use Cases per la funzione acquisti e le possibili applicazioni della Blockchain nel Procurement durante il CPO Summit 2019 tenutosi a Milano il 3 e 4 giugno 2019.



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Prof. Stefano Ronchi: ‘’Parliamo di tecnologia… come l’Intelligenza Artificiale può essere introdotta nel processo di qualifica o di raccolta informazioni dei propri fornitori?’’

Pasquale Acquafondata: ‘’Niuma è un’azienda che è sul mercato da quasi 20 anni, offre una piattaforma di e-procurement della quale cura direttamente il ciclo di vita dello sviluppo del prodotto, la realizzazione di progetti per i propri Clienti nonché il ciclo di vita dell’assistenza e quindi il continuous improvement. In Niuma guardiamo all’Artificial Intelligence come una delle tecnologie più promettenti per arricchire la Piattaforma di e-Procurement niumActive®. Innanzitutto, vediamo l’AI come una vera opportunità e non una minaccia, come spesso viene additata a causa della possibile perdita di posti di lavoro che essa potrebbe generare. Molti studi hanno infatti evidenziato che da qui a 15 anni ci potrebbe essere una carenza di offerta di tre milioni di posti di lavoro, e in questa prospettiva le nuove tecnologie potranno dare una mano su certi lavori e certe attività di tipo operativo. A tal riguardo, abbiamo fatto un’analisi e dei test all’interno del ciclo di vita degli Acquisti - che noi vediamo come un ciclo olistico fatto di varie fasi interdipendenti - per identificare quali siano gli Use Case più rilevanti dai quali cominciare ad utilizzare le tecniche di Intelligenza Artificiale. Abbiamo fatto un primo screening, condiviso anche con Gartner Group, con cui collaboriamo in maniera sistematica per verificare che la nostra roadmap di prodotto sia allineata con quelle che sono le esigenze e le tendenze del mercato, ed abbiamo identificato alcuni Use Case tra i quali il supporto alla Qualificazione dei Fornitori e alla Gestione del Rischio nel Procurement, che sono poi due temi collegati, per poi procedere sempre più nella Spend Analysis, nello Strategic Sourcing e nello Smart Assistant. Abbiamo cominciato dalla qualifica dei fornitori perché è un ‘’punto d’ingresso’’ nel processo di acquisto. Avere un buon fornitore è spesso più rilevante che avere tanti clienti, perché se non si hanno dei buoni fornitori si rischia anche di perdere dei clienti... Il processo di qualifica sta diventando poi nel tempo sempre più oneroso, sia per le aziende, le quali hanno una molteplicità di Partner con i quali collaborare, sia per i fornitori stessi che vedono in maniera onerosa il processo di qualificazione presso le aziende possibili clienti, che richiedono tutta una serie di documenti riguardanti dati societari, dati finanziari, dati reputazionali e non solo, che devono essere costantemente aggiornati.

Per questo motivo in Niuma abbiamo iniziato a testare soluzioni di Intelligenza Artificiale basate su Machine Learning e a verificare la possibilità di adottare degli algoritmi di regressione . Quindi, acquisendo dati già presenti in piattaforma da combinare con altri dati aziendali presenti sull’ERP e sugli altri sistemi aziendali, vogliamo raccogliere e riportare a fattor comune tutti i dati disponibili, e questa è sicuramente una prima sfida. Dopodiché abbiamo la possibilità di raccogliere dati da fonti esterne, che devono essere certificate sia per quanto concerne la bontà del dato, che per la sua affidabilità, per garantire un approccio pragmatico e razionale. Inoltre, la quantità di dati disponibili è un’altra sfida, perché nel mondo degli acquisti, differentemente dal mondo dell’e-commerce, ad esempio, sono spesso in misura limitata. Per concludere, e qui mi rifaccio a degli studi del Politecnico di Milano con il quale collaboriamo, ritengo ci siano due sfide principali da considerare:
• Una prima sfida riguarda la condivisione del dato, e quindi la possibilità di averne un’ampia acquisizione. Come stanno facendo in Francia, ad esempio, dove si promuovono iniziative di open data.
• Ed una seconda sfida relativa al tema della collaborazione, al quale si può applicare il concetto di Coopetition. Si potrebbe quindi collaborare sulla messa a fattor comune di dati ed informazioni, e sviluppare delle soluzioni che poi ognuno al proprio interno possa applicare in maniera più consona al proprio business.’’



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Prof. Stefano Ronchi: ‘’Andando sul tema della Blockchain, invece, che cosa si può fare nel Procurement? Che tipo di Applicazioni già esistono o esisteranno in un prossimo futuro?‘’

Pasquale Acquafondata: ‘’la Blockchain è la tecnologia nota per le Criptovalute, ma fondamentalmente si tratta di un General Ledger, un Libro Mastro distribuito che consente di tracciare le transazioni in maniera sicura, trasparente e non intermediata, motivo per cui è la rete stessa che garantisce il valore dell’informazione e la sua immodificabilità in maniera arbitraria. Sul tema del Procurement mi piace riagganciarmi al tema dell’arte e della scienza, impostato un po’ come una dicotomia tra tecnologia e cultura. Chiarisco. Dal punto di vista tecnologico le tecnologie Blockchain sono emergenti, ci sono già applicazioni in ambito finanziario, in ambito Supply Chain, in ambito gestione dei diritti di proprietà, nelle quali sono ancora presenti dei limiti prestazionali, che crediamo verranno superati presto, in termini ad esempio di numero di transazioni al secondo che possono essere elaborate. E anche in termini di sostenibilità, in quanto sono molto onerose dal punto di vista del costo computazionale.



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Dal punto di vista del Procurement, a mio parere, la vera sfida è di tipo culturale, riguarda cioè quanto vogliamo effettivamente che tutte le transazioni siano registrate in maniera immodificabile. In un contesto pubblico ad esempio, il non ripudio delle informazioni potrà aiutare a liberare il buyer dalla gestione di ricorsi, che a meno di situazioni in cui i capitolati non siano scritti a regola d’arte, potranno subire un calo significativo. Nell’ambito privato, invece, ci sono di fatto delle domande da porsi, perché la Blockchain può essere a supporto del processo di qualifica, garantendo la veridicità dei documenti e delle certificazioni che i fornitori presentano alle aziende. Importante il caso, ad esempio, delle Università Americane che stanno pensando alla Blockchain per la gestione dei certificati di laurea, ed è un’applicazione molto simile dato che evita la possibilità di vantare un titolo che in realtà non si ha. Alcune applicazioni invece aprono la porta ad un altro tipo di considerazioni, ad esempio, sulla privacy…˘

Noi di Niuma stiamo avendo un approccio con la Blockchain pragmatico. Vogliamo seguirne l’evoluzione, partecipiamo agli Osservatori del Politecnico di Milano e siamo molto interessati, perché vogliamo capire, rispetto al tema culturale, quanto effettivamente una funzione acquisti si voglia legare a dei report e a dei dati che in qualche modo la costringeranno a prendere delle decisioni che in realtà potrebbero non rispondere alla dinamica del mercato, alla dinamica delle negoziazioni ed alla dinamica del prezzo. Dal punto di vista del Procurement, a mio parere, la vera sfida è di tipo culturale, riguarda cioè quanto vogliamo effettivamente che tutte le transazioni siano registrate in maniera immodificabile. In un contesto pubblico ad esempio, il non ripudio delle informazioni potrà aiutare a liberare il buyer dalla gestione di ricorsi, che a meno di situazioni in cui i capitolati non siano scritti a regola d’arte, potranno subire un calo significativo. Nell’ambito privato, invece, ci sono di fatto delle domande da porsi, perché la Blockchain può essere a supporto del processo di qualifica, garantendo la veridicità dei documenti e delle certificazioni che i fornitori presentano alle aziende. Importante il caso, ad esempio, delle Università Americane che stanno pensando alla Blockchain per la gestione dei certificati di laurea, ed è un’applicazione molto simile dato che evita la possibilità di vantare un titolo che in realtà non si ha. Alcune applicazioni invece aprono la porta ad un altro tipo di considerazioni, ad esempio, sulla privacy… Noi di Niuma stiamo avendo un approccio con la Blockchain pragmatico. Vogliamo seguirne l’evoluzione, partecipiamo agli Osservatori del Politecnico di Milano e siamo molto interessati, perché vogliamo capire, rispetto al tema culturale, quanto effettivamente una funzione acquisti si voglia legare a dei report e a dei dati che in qualche modo la costringeranno a prendere delle decisioni che in realtà potrebbero non rispondere alla dinamica del mercato, alla dinamica delle negoziazioni ed alla dinamica del prezzo. ‘’

Prof. Stefano Ronchi: ’’Certo, quindi è un tema di tecnologia ma soprattutto di cultura e di quanto le persone siano disposte ad affrontare questa nuova sfida‘’



Giugno 2019
CPO - SUMMIT



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